venerdì 28 dicembre 2012

TUTTO DA RIFARE, PARTE I

Passo 1: siamo delle vecchie glorie dell'hard rock e abbiamo cercato di allargare il nostro seguito con la scrittura di ballate strappalacrime, ma senza esagerare, in modo da non perdere i fans della prima ora.
Passo 2: maledizione! Le ballate non tirano più come una volta, ma vogliamo restare sulla cresta dell'onda, quindi ci trasformiamo nella più vecchia boyband del pianeta, grazie a pezzi sfacciatamente pop, fregandocene del nome che portiamo e della nostra gloriosa storia.
Passo 3: Stramaledizione! L'esperimento "Backscorpions Boys" non ha funzionato. Meglio tornare alle origini fingendo che non sia successo nulla, tanto chi vuoi che si ricordi di questo "incidente di percorso"?
IO me lo ricordo. E tanto basta per stroncare un disco per cui gli aggettivi "terrificante", "osceno" ed "imbarazzante" non rendono neanche minimamente l'idea dell'obrobrio in cui potrebbe imbattersi lo sfortunato ascoltatore. Una vergogna.

martedì 25 dicembre 2012

DICONO DI NOI...

"Raised On Melodies" è un blog sulla musica scritto in modo ironico e brillante da due che ne sanno.. DjJen e DrZed sono due fenomeni! Ho scoperto un sacco di aneddoti che non conoscevo e ogni loro post racchiude in sè una storia.. e una frecciatina ;).. Consigliatissimo!!"

Grazie a te Novembre, per il tuo supporto! E tanto che ci siamo ricambiamo la cortesia: Se siete appassionati di make up e volete un parere obiettivo e competente date un'occhiata al blog "Crimson & Vanilla" di Francy: http://crimsonandvanilla.blogspot.it/
Buon Natale!

lunedì 24 dicembre 2012

EVOLUZIONE O INVOLUZIONE? IL CASO GENESIS, PARTE I

Saltando a piè pari il debutto "From Genesis To Revelation", datato 1969 e considerato dalla band stessa come un capitolo a parte, frutto dell'inesperienza e costruito nel tentativo (fallito) di ottenere un facile successo radiofonico, la vera carriera del gruppo parte con "Trespass" dell'anno successivo. Straordinariamente maturo per essere stato concepito da ragazzi all'epoca così giovani, il disco ha già in sè tutti gli elementi che contribuiranno a rendere i Genesis colossi del progressive, tuttavia avrà un riscontro commerciale inizialmente deludente, per essere poi rivalutato negli anni a venire.


mercoledì 19 dicembre 2012

LA CADUTA DELLE DIVE

Dunque, è "uscito" il nuovo singolo di Mariah Carey...che però a dire il vero non è mai stato "dentro", quantomeno alla top 100 visto che si è piazzato al...115° posto. Così Mariah va a fare compagnia a Nelly Furtado (una catastrofe!), Christina Aguilera ("Lotus" ? e chi l'ha mai visto?) e, spiace a dirlo, Madonna ("girl gone wild" desticazzi) nell'elenco dei grandi flop musicali di quest'anno. Il 2012 non segnerà la fine del mondo, ma quella delle grandi dive certamente si.

martedì 18 dicembre 2012

LE PIETRE ROTOLANO ANCORA DOPO 50 ANNI...

Dopo l'ennesima raccolta antologica - di cui potevamo tranquillamente fare a meno -, intitolata "Grrr!" ed uscita in così tanti formati diversi da perderci la testa (2CD, 3CD, 3CD deluxe edition, 5 CD + 7"...ma non escludo me ne sia sfuggita qualcuna) i festeggiamenti per i 50 anni di carriera proseguono con questo documentario di 150 minuti. Fosse uscito per Natale sarebbe stata una bella idea regalo. Purtroppo bisognerà aspettare il prossimo anno per vederlo dalle nostre parti...in quante diverse edizioni non è ancora dato saperlo, però.


sabato 15 dicembre 2012

COVER ALBUM PRIMA E DOPO LA CENSURA, PARTE I

Kabooom! In effetti questa immagine ancora in tempi recenti ha creato non pochi problemi: basti pensare che circa quattro anni fa Wikipedia si è vista costretta a rimuoverla dal proprio sito. Il motivo credo sia palese e non meriti ulteriori spiegazioni. Ad ogni modo, già nel lontano 1976 negli U.S.A. ed in numerosi altri Paesi si decise di optare per una più sobria (ma terribile) immagine della band. Strano a dirsi, non fu né la prima né l'ultima volta che una copertina del gruppo diede scalpore...

giovedì 13 dicembre 2012

CIAMBELLE SENZA BUCO, PARTE I

Passati in un batter d'occhio da band di buon successo a megastars mondiali, i 'Tallica si trovarono di fronte al dilemma di come dare un degno successore al blockbuster "Metallica" (o "Black Album", per gli amici) e decisero di farlo... nel peggior modo possibile, ovvero discostandosi quanto più da ciò che erano stati, rinnegando buona parte della loro storia e arrivando ad autodefinirsi una "band pop". Ricordo bene il polverone suscitato dall'uscita dei due album gemelli "Load" e "Reload", quest'ultimo una raccolta di scarti del precedente: fans divisi, insulti da parte della band a chi non li capiva, e così via. Tanto di cappello ai gruppi che decidono di rinnovarsi, ma ad essi va fatto notare come il confine tra rinnovamento e svendita, talvolta sia davvero sottile.


CIAMBELLE SENZA BUCO, PARTE II


L'alcol fa male. Prova ne sia il fatto che una (luuunga) bevuta in un pub tra Tony Iommi e Ian Gillan si sia trasformata in una delle collaborazioni meno riuscite della storia del rock. Passi per la qualità dei pezzi, non memorabili ma nemmeno così atroci come tanti hanno scritto, ma dal punto di vista di immagine e tematiche, Ian nei Sabbath ci stava bene come un elefante in un negozio di porcellane. A complicare ulteriormente le cose ci si mise pure la scelta di una copertina che scontentò tutti ed un tour che partì già col piede sbagliato nel momento in cui ci si accorse che l'imponente scenografia, che riproduceva Stonehenge, era...troppo grande per qualsiasi palco! Inutile dire che la storia non durò molto: Gillan ritornò nei riformati Purple, mentre Iommi si trovò praticamente senza una band e andò di nuovo a pescare nel "profondo porpora" reclutando Glenn Hughes. Errare è umano, ma perseverare...


lunedì 3 dicembre 2012

3X1 UHM, CONOSCO QUEL RIFF...

Nel momento in cui scrivo è sugli scaffali il nuovo lavoro della band di Boston, il primo di inediti da un decennio a questa parte. Per molti gli Aerosmith restano legati alla trilogia di fortunatissimi lavori "Permanent Vacation", "Pump" e "Get A Grip", ma non va dimenticato che le radici del gruppo affondano negli anni '70 e che proprio in quel decennio esso divenne tra i principali - e più fortunati, dal punto di vista commerciale- portabandiera dell'hard rock made in U.S.A. grazie ad una serie di album che rileggevano il verbo degli Stones in versione "stelle e strisce". Dischi che ancora oggi riescono a darci quella "dolce emozione" che solo i capolavori sanno generare.


3X1 UHM, CONOSCO QUEL RIFF...

Personaggio simpatico almeno quanto un dito in un occhio, Ted Nugent ha avuto grande notorietà alla metà degli anni '70, incarnando appieno l'archetipo del guitar-hero e consegnando alla storia una serie di brani di successo, tra i quali questo, uno dei perni dell'hard rock americano di quel lontano decennio. Col tramontare dei seventies, le fortune di Nugent sono andate svanendo e abbiamo dovuto attendere gli anni '90 ed il supergruppo Damn Yankees per sentire di nuovo parlare, per quanto brevemente, di lui. Ciononostante, mentre leggete queste righe sicuramente qualche radio americana sta passando questo pezzo, graffiante oggi come 35 anni fa.


sabato 1 dicembre 2012

IL PERSONAGGIO: MARC BOLAN.

Dotato di un ego smisurato, al punto da divenire l'esempio per eccellenza della rock star viziata, nonché di una facile autoindulgenza in vizi chimici ed alcolici di ogni sorta, Marc Bolan con i suoi T-Rex è stato, senza timore di smentita, LA rock star inglese per eccellenza nei primi anni '70. Tra il '70 e il '72 ha piazzato album e singoli al numero uno con una facilità e rapidità che non si vedeva dai tempi dei Fab Four ed è stato un idolo delle folle al punto da generare una vera isteria di massa, ribattezzata (dal nome della band) T-Rexstasy. Passati i tempi d'oro e fallita clamorosamente la conquista delle classifiche americane, ha dovuto far fronte ad un appannamento di vendite ed anche di immagine che l'ha accompagnato per alcuni anni, gli stessi anni in cui, paradossalmente, l'amico-rivale David Bowie costruiva il proprio mito. Un destino beffardo ha voluto che proprio nel momento in cui sembrava aver ripreso la scalata, un tragico incidente l'abbia strappato ai suoi sogni di riconquista, per consegnarlo alla leggenda. E che ciò sia accaduto proprio nel 1977, l'anno del Punk, pare proprio il segno che di quell'Inghilterra "glam", colorata e disimpegnata di cui era stato, seppur brevemente, il re, oramai non restava proprio nulla.


venerdì 9 novembre 2012

"LOVE ME DO" COMPIE 50 ANNI...E LA EMI FA UN CASINO!

Dunque, questi i fatti: ad ottobre si sono festeggiati i 50 anni dall'uscita del primo singolo dei Beatles e la EMI ha deciso di ripubblicarlo in vinile in una edizione pressoché identica (beh...diciamo molto simile, ma si poteva far di meglio) all'originale. Peccato che al momento di stamparlo, per errore abbiano sostituito la versione del brano "Love Me Do" con Ringo alla batteria con un quella in cui lo strumento è suonato da un altro musicista! Come se non bastasse, pure il numero di catalogo sul lato B del singolo risultava errato. Immediatamente le copie non ancora vendute sono state ritirate e - pare - distrutte, per venire sostituite con altre (come quella in mio possesso) che presentano la versione giusta del brano. Peccato che (fretta? distrazione? pura incompetenza?) si siano dimenticati di correggere anche l'errore di catalogo...c'è da aspettarsi una TERZA emissione, magari finalmente corretta in ogni sua parte?


BLAST FROM THE PAST!

Ricordo ancora i tempi in cui MTV faceva bene il suo lavoro, prima che il nuovo millennio la trasformasse in un (inutile) contenitore di (inutili) format senza capo né coda. Tempi in cui potevi imbatterti in programmi come "MTV greatest hits" che proponeva video che all'epoca erano solo "datati" mentre ora hanno più il sapore "vintage" dei ricordi. Quelli (belli o brutti) che ti strappano un sorriso, ancora oggi.


sabato 27 ottobre 2012

IL MEGLIO DEL 2012, PARTE I

Un ritorno monumentale dopo sedici anni di assenza per i Dead Can Dance. Brendan Perry e Lisa Gerrard sono due autentici geni, dato che riescono a comporre una serie di brani architettati su una serie infinita di sfumature estratte dalla musica colta prodotta in ogni angolo del globo... e non chiamatela Dark Wave. Il circo risiede altrove. Voto 9,5


IL MEGLIO DEL 2012, PARTE II

Quanti gruppi possono vantare nella discografia di non aver mai partorito schifezze? I The Cult sono uno dei pochi gruppi in grado di stupire album dopo album, mostrando di avere una capacità di scrittura superiore alla media. 
Voto 8.


IL MEGLIO DEL 2012, PARTE III

Iniziamo a snocciolare la top ten del 2012... I Rush hanno rimesso di nuovo tutti dietro la lavagna, scrivendo un disco incredibile, per songwriting, arrangiamenti e produzione. Tutto questo senza risultare scabrosamente vetusti e retrò. Voto 9,5
 

giovedì 25 ottobre 2012

L'ANGOLO DEL COLLEZIONISTA

I maniaci del collezionismo musicale sono ben a conoscenza di questa gemma: il singolo "God Save The Queen" su etichetta A&M è infatti uno dei dischi più rari e ricercati (e, di conseguenza, contraffatti) del pianeta, in quanto il contratto tra i Sex Pistols e l'etichetta durò una sola settimana e le copie stampate non vennero mai distribuite. I pochissimi esemplari rimasti si trovano oramai nelle collezioni private più prestigiose e passano di mano per cifre che raggiungono i 14.000 euro.


domenica 21 ottobre 2012

CHIARI...FIN DA SUBITO, PARTE I

Privati dell'apporto di Peter Criss e con un Ace Frehley oramai del tutto inaffidabile, i KISS tentarono la carta del concept-album dalle tematiche mistiche ed epiche, lasciando i fans totalmente disorientati. Per chi si aveva conosciuto la band con la svolta pop di "Dynasty" fu certamente uno shock, ma chi rimase di sasso in ultima analisi fu il gruppo stesso quando vide i tabulati delle vendite, pressoché inesistenti rispetto agli standard di pochi anni prima. Inevitabile la correzione della rotta ed un rapido dietro-front verso lidi più appetibili (almeno in teoria) per i fans della prima ora.


CHIARI...FIN DA SUBITO, PARTE II

Curioso decennio i '90, nati musicalmente con un anno di ritardo. E'stato infatti il 1991 a fare da spartiacque tra quanto era prima e ciò che sarebbe venuto. In quell'anno il fatidico "Nevermind" dei Nirvana fece piazza pulita del glamour del decennio precedente e gli U2 reinventarono tanto il rock da stadio, quanto sé stessi con "Achtung Baby", lasciandosi alle spalle l'immagine da ragazzini "rivoluzionari" e tramutandosi in rock star consumate, consci del proprio potere mediatico. Bastano le prime, dissonanti e sconnesse note iniziali del disco a far capire che il passato era oramai alle spalle. Giunti al proprio zenith creativo, da qui in avanti, nel bene e nel male, sarà null'altro che autocelebrazione del proprio mito.


lunedì 10 settembre 2012

OPS... NON LO AVEVO MICA CAPITO!


L'ascoltatore occasionale può ritenerlo solo un bel pezzo orecchiabile sulla vita californiana dei mid 70s, ma in realtà il significato del brano è decisamente più...sinistro. Tralasciando le teorie che vi ritrovano accenni alla Chiesa di Satana di Anton La Vey, basta dare una rapida scorsa alle lyrics e incrociarle con il vissuto della band all'epoca per capire che l'Hotel California non è altro che la dipendenza dalle droghe, una condizione in cui "puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai" ...

OPS... NON LO AVEVO MICA CAPITO!



Pare che Jon Bon Jovi lo ritenesse un gran pezzo d'atmosfera...finchè non gli fu fatto leggere bene il testo! Apparentemente l'ennesima canzone d'amore, come farebbe intuire il titolo, il brano in realtà parla sì di un innamorato, che però uccide la sua ragazza in modo da farla per sempre sua. Ecco quella che non è proprio il massimo come dedica radiofonica a S. Valentino. Uomo avvisato...

domenica 9 settembre 2012

OPS, DEVO RIFARMI UN PO' IL TRUCCO...



Che "Destroyer" sia "IL" disco dei KISS è un fatto assodato, nonostante un iniziale scetticismo da parte dei fans che aveva fatto temere una rapida (e  prematura) conclusione della favola dei quattro musicisti mascherati. Il merito va senz'altro alla cristallina produzione ad opera di Bob Ezrin (all'epoca reduce da successi milionari con Alice Cooper) e ad un lotto di canzoni che,  con poche eccezioni, sono divenute punti fermi nei live show del gruppo. L'album era già stato sottoposto a rimasterizzazione nel 1997, quando, all'indomani della reunion in formazione originale, si era proceduto alla ristampa del catalogo classico. Già allora le aspettative dei fans erano state parecchio deluse: l'assenza di bonus track ed un libretto davvero scarso avevano fatto storcere il naso a molti. Grandi erano le attese e le speranze dei tanti 'kissomani' nei confronti della assai reclamizzata ripubblicazione del disco ma, ahinoi, i risultati sono ben distanti da quanto ci si aspettava. Sia chiaro, il lavoro di rimasterizzazione è veramente ben fatto e non snatura il sound classico, limitandosi per così dire a spolverarlo un pò, rendendolo più corposo e dando spazio a tante finezze sonore che precedentemente risultavano un pò affossate nel mix. Veniamo però ai punti dolenti. In primis la copertina: si è detto che la cover utilizzata per questo progetto fosse stata rifiutata dalla Casablanca Records perchè "troppo violenta"...Ah certo, quattro fuocherelli sullo sfondo e due edifici crollati sono davvero troppo "osè" per un disco che inizia con un incidente automobilistico e che è stato registrato da una band il cui bassista sputava sangue e fuoco sul palco!
Passando  al contenuto, chi scrive ritiene che una solo bonus track sia davvero troppo poco. Considerando che la durata del disco è di circa 35 minuti, riteniamo sarebe stato di gran lunga preferibile pubblicare un doppio CD: sul primo avrebbero trovato spazio sia la versione originale del disco, sia quella rimasterizzata, mentre un secondo dischetto avrebbe potuto benissimo contenere molti più pezzi bonus. I fan più accaniti dei KISS, infatti, sono a conoscenza della tonnellata di materiale demo che circola sul web e che, con solo un lieve lavoro di pulizia avrebbe fatto una gran bella figura accanto alle tracce definitive, a testimonianza di come i brani abbiano subito una vera e propria rivoluzione in fase di songwriting. Non ce la sentiamo di bocciare in toto il progetto ma, come si dice nel caso di studenti poco volenterosi "hanno le capacità, ma non si applicano". L'ennesima occasione mancata...

mercoledì 21 marzo 2012

RAISED ON MELODIES INTERVISTA BABE

Siete rimasti incuriositi e affascinati dalla cucina casereccia di Babe? Molto bene, Raised On Melodies le dedica ulteriore e meritato spazio, pubblicando l'intervista di questa cuoca, che ha fatto della cucina tradizionale la propria bandiera...

PARTIAMO DALLE TUE ORIGINI BARBARA: COME E QUANDO E' NATA LA TUA PASSIONE PER LA CUCINA?

"Diciamo che la colpa è di mia mamma e di mia nonna. La prima si rifiutò di comprarmi il "dolce forno", quando ero piccina, perché sosteneva che, se volevo cucinare, potevo usare il forno di casa. La seconda mi contagiò con il suo continuo preparare pasta in casa, sughi e pizza. Fai uno più uno..."

NEL GIRO DI POCHI MESI SEI RIUSCITA AD OTTENERE CIRCA 10.000 CONTATTI UNICI, UN RISULTATO DAVVERO IMPORTANTE RAGGIUNTO DA UN BLOG CURATO DA UN' AUTRICE INDIPENDENTE! INDUBBIAMENTE STA RINASCENDO UNO SPICCATO INTERESSE NEI CONFRONTI DI UN ALIMENTAZIONE SANA E GENUINA, DECISAMENTE BEN LONTANA DALLE PORCHERIE SERVITE NEI FAST FOOD O DALLA CUCINA DOZZINALE, CHE HA PRESO PIEDE ANCHE NEL BEL PAESE IN QUESTI ULTIMI ANNI...

"Amo il fast food...ma una volta al mese! Non riesco ad immaginare una vita senza la cucina tradizionale. Cosa può esserci di meglio di un bel piatto di pastasciutta condita con un sugo preparato al momento?! NIENTE! Nessuno mi venga a dire che manca il tempo perché ci vogliono pochi minuti per farlo! Personalmente credo che molta gente abbia perso per strada la voglia di cucinare e si sia fatta sopraffarre dalla pigrizia. Non si deve essere grandi cuochi per fare buoni piatti. Basta solo un pizzico di attenzione unita ad un po' di passione e di pazienza..." 

QUALI SONO I TUOI TRE CHEF MASTER DI RIFERIMENTO? INDICACI UN PIATTO IMPERDIBILE DI OGNI PROFESSIONISTA...

"Amo follemente Gordon Ramsay. Sono letteralmente pazza di lui!!! Ho rubato una sua ricetta e l'ho fatta mia: BRIOCHES CON SALMONE AFFUMICATO E UOVA! Nigella Lawson. Si, lo so, lei non è uno chef master ma ti assicuro che è anche meglio. E' meravigliosa, solare, bella. Grazie a lei si è smesso di considerare il mangiare come un peccato. Cucinare è sexy!!! E lei lo ha ricordato al mondo. Una sua ricetta che adoro sono i cosiddetti BISCOTTI TERAPEUTICI. Gnam! Infine Simone Rugiati. Presentatore di Cuochi e Fiamme, programma di La 7. Giovane, brillante, capace. Lo adoro. Propone molte ricette semplici e immediate. Una volta, durante una puntata del suo programma, ha parlato di un FILETTO DI PESCE IN CROSTA DI PATATE...mi si sono illuminati gli occhi e non ho potuto non rifarla..."

QUALI TECNICHE DI COTTURA PREDILIGI?

"Per la carne adoro la cottura al forno o, se possibile, alla piastra e alla griglia. Esaltano il sapore della carne stessa e rendono anche il piatto un po' meno calorico."

QUALE TIPO DI OLIO CI CONSIGLI PER UNA SANA FRITTURA DI CARNE O DI PESCE?

"Il caro e vecchio olio extravergine d'oliva rimane sempre il migliore."

NELLE TORTE PREFERISCI USARE IL BURRO O LA MARGARINA?

"Sicuramente il burro. E' da preferire la margarina se si hanno problemi di colesterolo."

APPREZZI LA CUCINA ETNICA (INDIANA, ORIENTALE, AFRICANA E MESSICANA)? QUALI PIETANZE HANNO CONQUISTATO IL TUO PALATO?

"Vado pazza per il sushi, per la cucina cinese e quella messicana. I piatti che mi hanno conquistato? Davvero troppi da elencare. Primi tra tutti il sashimi e il chili."

ELENCACI IL MENU' IDEALE PER CONQUISTARE UN UOMO.

"Rotolini di pasta sfoglia e patè di olive. Le mie famose bistecche di coppa di maiale con rosti. E per finire una bella torta di mele. Affogate il tutto con una buona bottiglia di vino rosso. La tradizione vince sempre..."

SPESSO LA SOCIETA' ATTUALE ESALTA LA FIGURA O MEGLIO L'ICONA DELLE MODELLE O DELLE 'SHOWGIRLS', INDICANDOLE COME BRILLANTE ESEMPIO DA SEGUIRE PER LE TEENAGERS. MA DIETRO QUESTA ILLUSORIA BELLEZZA, SPESSO SI NASCONDONO ALCUNI CASI TRISTI DI CATTIVA ALIMENTAZIONE O DI ANORESSIA. QUALE E' LA TUA OPINIONE IN MERITO? 

"La perfezione non esiste e troppo spesso si finisce per sfogare, sul proprio aspetto esteriore, problemi di varia natura. Fortunatamente negli ultimi due anni sono tornate di moda le donne "curvy". Basta fare una ricerca di questo termine con qualsiasi motore di ricerca e vedere quanti risultati appaiono. Evviva. Finalmente si sta urlando al mondo che magro non è ncessariamente bello. Sano è meglio."

"SUPER SIZE ME" E "FAST FOOD NATION" SONO DUE DOCUMENTARI MOLTO INTERESSANTI CHE HANNO AVUTO IL MERITO DI DENUNCIARE IL MONUMENTALE BUSINESS DEI FAST FOOD IN TUTTO IL MONDO. ALCUNE MULTINAZIONALI COME MCDONALDS E BURGER KING SERVONO PIATTI DI PESSIMA QUALITA', RICCHI DI ZUCCHERI, GRASSI ANIMALI E SALSE IPER CALORICHE, MA CON UN ABILE E PERSISTENTE AZIONE DI MARKETING, RIESCONO AD ACCATTIVARSI LE SIMPATIE DEI PIU' GIOVANI. SIAMO ANCORA IN TEMPO PER TORNARE AD ALIMENTARCI IN MANIERA VARIA E CORRETTA SENZA RINUNCIARE AL GUSTO? 

"Io credo di si. Nel centro commerciale vicino a casa mia, oltre a mcdonalds, c'è un punto vendita di piatti pronti di Giovanni Rana e un paio di ristoranti asiatici che permettono di mangiare piatti sani tipo il sushi. Io stessa, un tempo grande ammiratrice del fast food, crescendo ho cominciato a prediligere questo tipo di ristorante. Il problema dell'obesità si sta diffondendo anche in Italia in maniera davvero drammatica. I genitori di oggi devono fare un esame di coscienza e correre ai ripari. Sono figlia della buona cucina...spero, un giorno, di poter trasmettere questo amore ai miei figli."

DOMANDA PROVOCATORIA: L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE NEGLI ULTIMI TRENT'ANNI HA ASSOTTIGLIATO LA FIGURA DELLA MASSAIA, ALIMENTANDO IL CULTO DEL COSIDDETTO 'JUNK FOOD'. SBAGLIO, O PARTE DELLA TUA MISSIONE E' INCENTRATA SUL FAR RISCOPRIRE I SAPORI DI UNA VOLTA, RECUPERANDO DETERMINATI VALORI CHE SONO ANDATI ORAMAI PERDUTI?

"Assolutamente!!! Quello che voglio ricordare alle persone, e soprattutto alle donne, è che si possono preprare piatti meravigliosi con poco. A volte serve solo una direttiva ed io spero di fornirla. Sai quando sono davvero felice per il mio blog? Quando qualcuno mi dice che ha preso una mia ricetta, l'ha rifatta ed ha avuto successo. Cosa c'è di più bello?!" 

domenica 18 marzo 2012

RAISED ON MELODIES PRESENTA: LA CUCINA DI BABE

Una delle caratteristiche fondamentali di Raised On Melodies, è quella dare la meritata visibilità ai talenti nostrani, che dimostrano di avere veramente qualcosa da dire in ogni ambito possibile. Alcune settimane fa ci siamo imbattuti nel blog di cucina http://blog.giallozafferano.it/lacucinadibabe/
e siamo rimasti fortemente affascinati dalle ricette caserecce proposte da Babe. Dopo uno scambio di mail con la titolare, abbiamo ottenuto un invito a cena, per saggiare le qualità di questa cuoca e con sommo gaudio possiamo affermare che il risultato finale ci ha lasciato davvero soddisfatti. Siete curiosi? Bene leggete il nostro articolo...

Accolti nella piccola e accogliente dimora da Babe, iniziamo la nostra cena, con un aperitivo preparato dal suo compagno Maurizio, a base di Aperol Soda e vino bianco (peraltro, fin troppo abbondante). Per iniziare abbiamo gustato le brioches di pasta sfoglia ripiene di bacon, spennellate con il burro fuso. Il gusto è delicato, ma deciso al tempo stesso, ideale per aprire il nostro stomaco. Proseguiamo con i Muffin Salati, ripieni di mortadella tagliata a pezzettini, ma il suo sapore notoriamente deciso, viene ammorbidito dalle zucchine e dalle carote, coronato da un profumo di timo che dona il giusto equilibro tra i sapori. Ma il piatto forte viene indubbiamente rappresentato dalla bistecca di coppa di maiale con contorno di rosti di patate. La protagonista in questa occasione si supera, servendo un piatto molto nutriente, ma affatto pesante. Difatti, il segreto di questo successo risiede nell'assenza del sale, compensato dalla salsa a base di senape, soia e miele, meritevole di donare un sapore morbido e gustoso a questa pietanza. Il rosti di patate, grazie al suo retrogusto agrodolce, rappresenta la classica ciliegina sulla torta di questa portata. Il pasto è stato accompagnato dallo Shiratz siciliano, un vino rosso, corposo ed alcolico, che ben si fonde con i sapori descritti.  Concludiamo la cena, con la crostata alla cannella con le mele, servita con una noce di panna montata al suo fianco. L'aspetto particolarmente interessante di questa torta, risiede nel suo gusto molto dolce di matrice americana, che di sicuro farà colpo su chiunque ami i prodotti di pasticceria rustici e caserecci. Come ammazza caffè, ci viene servito un amaro fatto in casa, dotato di un sapore molto deciso ed intenso che corona una serata decisamente appagante. Di seguito, vi elenchiamo le ricette dettagliate di ciò che abbiamo mangiato:


BRIOCHES DI SFOGLIA - INGREDIENTI PER 4 PERSONE

• Rotolo di pasta sfoglia N. 1
• Bacon N. 8 fette
• Burro Gr. 20
• Erba Cipollina q.b.

Prendete il rotolo di pasta sfoglia e stendetelo sul tavolo. L’ideale è usarne uno di forma circolare in quanto è decisamente più semplice ricavarne la forma giusta. A questo punto tagliate in otto parti la pasta così da avere 8 triangoli. In un pentolino fondete il burro e unitevi l’erba cipollina tagliuzzata. Spennellate le fette con il burro fuso e adagiatevi poi la fetta di bacon. Arrotolate quindi la pasta avvolgendo dall’esterno verso il centro. Arrivati alla fine curvate leggermente i due lati in modo da ottenere la forma desiderata di brioches. Spennellate ora l’esterno delle brioches con il burro rimasto. Mettetele quindi su una teglia da forno ricoperta da un foglio di carta da forno e cuocete per 20 minuti a 180°.

MUFFIN SALATI - INGREDIENTI PER 12 MUFFIN

• 300 gr. di farina 0
• 100 ml di latte
• 1 uovo
• 100 ml di olio di semi 
• mezza bustina di lievito per torte salate
• zucchina N. 1
• carota N. 1
• Mortadella Gr 20
• sale q.b.
• pepe q.b.
• timo q.b.

Sbattere l’uovo e unirvi una presa di sale, una spolverata di pepe e un pizzico di timo. Unire il latte e l’olio. Quindi la farina a cui avete unito il lievito in polvere. Una volta ottenuto un impasto omogeneo unire la zucchina e la carota grattugiate, tagliare la fetta di mortadella a cubetti e unirla al composto. Prendere quindi gli stampi per i muffin e mettervi i pirottini. Versare il composto in ogni stampo e mettete il tutto nel forno caldo a 180° per circa 30 minuti.


BISTECCA DI COPPA DI MAIALE CON ROSTI - INGREDIENTI PER 4 PERSONE

• Bistecche di coppa di maiale N.2
• Salsa di pomodoro gr. 100
• Miele 1 cucchiaio
• Senape 1 cucchiaio
• Salsa di soia 1 cucchiaio
• Patate N. 8
• Sale qb
• Pepe qb
• Alloro q.b.
• Burro una noce

Bistecche di coppa di maiale:

Preparare la salsa per la carne mescolando insieme la salsa di pomodoro, la senape, il miele e la salsa di soia. Spennellare la carne con la salsa ottenuta da entrambe i lati e lasciarla marinare per circa un'ora.Metterla in una casseruola da forno e infornarla nel forno caldo per circa 40 min. ad una temperatura di 180/200 gradi. Girare le bistecche ogni 15 min circa. e spennellare nuovamente di salsa.

Rosti di patate:

Pelare 8 patate di media grandezza e grattuggiarle. Aggiungere sale, pepe e alloro qb. Mescolare il composto con le mani. Scaldare quindi del burro in una padella e mettervi il composto compattandolo come fosse una frittata. Cuocerlo da entrambe i lati girandolo con l'aiuto di un coperchio. Una volta pronte le bistecche impiattarle con accanto il rosti di patate tagliato a fette.
Se si preferisce si possono fare dei rosti singoli suddividendo l'impasto in 2 o più parti.



CROSTATA ALLA CANNELLA CON LE MELE

• Farina 00 Gr. 250
• Burro ammorbidito  Gr. 125
• Zucchero semolato Gr. 100
• Uova N. 1
• Cannella N. 1 cucchiaio
• Sale un pizzico
• Mele N. 4

Ponete il burro ammorbidito in una ciotola. Aggiungete lo zucchero, il sale, la farina e la cannella e lavorate il tutto con le mani per qualche istante. Unite quindi l’uovo e amalgamate l’impasto. A questo punto versate la farina precedentemente setacciata e impastate quel tanto che basta a rendere il composto omogeneo. Se vi risulta più comodo, a questo punto, trasferitevi su un tagliere. Se la pasta tende ad attaccarsi alle mani o al piano di lavoro, spolveratela appena con un po’ di farina e lavoratela delicatamente con il palmo della mano ma non con le dita (finireste per romperla). Avvolgetela quindi nella pellicola trasparente e lasciatela in frigorifero almeno un’ora prima di usarla. A questo punto stendetela con l’aiuto di un mattarello. Mettetela quindi in una tortiera. Ritagliate la pasta che avanza dai bordi. Mettete quindi le mele tagliate a fette sopra la pasta. Prendete quindi i bordi della torta e ripiegateli verso l’interno in modo da richiudere il tutto. Infornate a 200° per 30 minuti.


domenica 11 marzo 2012

LA CATTIVERIA DEL MESE - EDIZIONE STRAORDINARIA!

I Queen (ovvero Brian May e Roger Taylor) sono di nuovo in tour. Per l'occasione, dopo la parentesi con Paul Rodgers, hanno chiamato ai loro servigi Adam Lambert, giovane rivelazione del pop americano e sosia del Bill Kaulitz (Tokio Hotel) dei tempi che furono. Evidentemente ai due superstiti della storica band mancava proprio la figura dell'omosessuale sculettante su un palco con loro. Peccato che il carisma di una figura come Freddie Mercury non lo vendano insieme ai boa di struzzo e agli spandex...


LA CATTIVERIA DEL MESE

A volte ritornano...purtroppo!



Sono tornati i Running Wild. Nel 2009 avevano dato l'addio alle scene e il leader Rock'n' Rolf si era impegnato in un progetto lontano anni luce dal sound della band madre. Ora l'(in)aspettato ritorno. Il nuovo disco vedrà la luce tra poche settimane, ma già da tempo circola in rete l'orrenda copertina, più consona ad un album hardcore che ad una vecchia gloria del metal europeo. Recentemente è stato reso disponibile anche un sample della traccia "Riding On Tide" e il mistero è stato svelato: nonostante il ripristino dello storico monicker Rock'n'Rolf non è tornato al massiccio metal che fu... a noi ricorda di più il rumore che potrebbero fare i Poison ubriachi che cadono dalle scale...

venerdì 17 febbraio 2012

CD ORIGINALE? A VOLTE NO, GRAZIE!


Raised On Melodies fa una doverosa premessa: non supportiamo in alcun modo la pirateria musicale, in quanto, essendo avidi collezionisti amiamo possedere gli album sul loro supporto originale, cd o vinile che sia. Tuttavia, viene da chiedersi perché mai alcune major non si siano mai prese il disturbo di ristampare parte del loro catalogo in maniera quantomeno dignitosa. Si guardino ad esempio i remasters della Atlantic Records, tre nomi su tutti: Bad Company, Led Zeppelin, Van Halen. Non riusciamo a capacitarci del prodotto in sè, dato che una volta scartato il cd, ci ritroviamo tra le mani un misero fogliettino di carta scadente, privo di testi, note o foto aggiuntive. Non pretendiamo bonus tracks se la qualità non le giustifica, ma quantomeno una confezione piacevole dal punto di visivo e interessante nei suoi contenuti. Un esempio opposto può riguardare i remasters della Castle Music, che si è occupata di aggiornare la discografia classica degli Uriah Heep. Presentati in lussuose confezioni dotate di 'slipcase' cartonati, libretto di venti pagine ricco di note, foto e testi e numerose ed interessanti extra tracks, sono il classico esempio sul quale dovrebbero rifarsi le etichette più blasonate che si ostinano a propinarci prodotti scadenti a prezzo pieno. Consigliamo caldamente l'acquisto delle ristampe di Van Der Graaf Generator, W.A.S.P., The Who, Marillion, Deep Purple e Iron Maiden. Non male quelle di Black Sabbath e Judas Priest, mentre una grossa tirata di orecchie la diamo alla ABKCO, rea di aver immesso sul mercato la discografia anni' 60 dei Rolling Stones con un 'packaging' imbarazzante e indegno vista la caratura artistica del gruppo. Poi ci lamentiamo della crisi del mercato discografico? Qualche sedicente manager è obbligato a farsi un serio esame di coscienza.  


RIFLESSIONI, CONGETTURE, COINCIDENZE...

Come oramai noto, Raised On Melodies viaggia senza soluzione di continuità nel tempo e nello spazio alla ricerca di chicche, album o semplicemente curiosità che più o meno profondamente hanno inciso sulla storia del rock melodico. Durante una delle nostre solite e snervanti chiacchierate è saltato fuori un episodio alquanto cripitico. Ciò ci ha dato lo spunto per questa nuova rubrica intitolata "RIFLESSIONI, CONGETTURE, COINCIDENZE..." 

Ricordate David Bowie dei tardi anni '80? Quello delle improponibili pettinature e dei pantaloni a vita altissima? Immaginiamo di no, e non possiamo proprio biasimarvi. Il Duca Bianco è ricordato soprattutto per alcuni capolavori del rock più estroso e sperimentale come "Ziggy Stardust", "Aladdin Sane", "Station To Station" e la famigerata 'Trilogia Berlinese'. Oramai immerso nel mainstream più plastificato, il Nostro nel 1987 incide l'album "Never Let Me Down", nel quale emerge in alcuni episodi la sua indubbia classe, sacrificata in favore di un songwriting eccessivamente lineare e scontato. Il singolo "Time Will Crawl" (promosso dal solito e orrendo video in linea con le produzioni del periodo) contiene una frase che fa riflettere: "Ho avuto un brutto mal di testa durato tre lunghi anni". Sebbene mai confermato, abbiamo il fondato sospetto che si tratti di un riferimento ai tre anni più bui della sua carriera (1974-1975-1976), un periodo offuscato dall'abuso di cocaina e da una serie di disordini mentali che lo hanno quasi fatto precipitare nell'abisso. Intanto godetevi (si fa per dire) il video. 

video

martedì 7 febbraio 2012

MA COME TI VESTI(VI)? PARTE 3: I SEVENTIES!

Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai look terribili del passato! Questa volta però facciamo un piccolo salto indietro e ci occupiamo dei famigerati anni '70. Preparatevi perchè ci sarà da ridere....

NEW YORK DOLLS
Le New York Dolls hanno inseguito inutilmente il successo nei primi anni '70 ma non sono mai riusciti a raggiungerlo. E crediamo bene! Inseguiti da cinque ragazzacci conciati così anche voi avreste corso a più non posso!

SLADE
Campioni di incasso nei primi anni '70, gli Slade vengono ora ricordati più per le mise terribili e la pettinatura improponibile del loro chitarrista (quello con le spalline rubate a Ken il Guerriero, per internderci) che per la musica. Forse come musicista non era proprio un cane... ma da riporto lo è stato sicuramente!

BRIAN ENO
Non fatevi ingannare dal trucco pesante e dagli orecchini, non è la sorella transessuale di Barbie quella della foto, bensì Brian Eno, un pioniere della musica elettronica, prima con i Roxy Music e poi da solista, oltre che un produttore di successo (si, colui che ha contribuito in maniera decisiva all'ascesa stellare degli U2!)

GARY GLITTER
Con un nome ridicolo ed una prestanza fisica pari a zero, Gary Glitter è stato uno degli Dei del glam inglese degli anni '70, prima di scivolare nel nulla col tramontare del decennio. Negli ultimi anni, vicende giudiziare legate all'accusa di pedofilia ne hanno infangato la figura più di quanto lui stesso sia riuscito a fare con il suo look e le sue pose da macho(la panza) man.

SWEET
Altra band inglese di gran successo nei primi '70, gli Sweet hanno consegnato alla storia una manciata di brani di pura “bubblegum music”, ma non è per questo che li ricordiamo con piacere. Il loro merito più grande è stato quello di far scoprire ai giovani come NON fossero affatto cool le tutine di raso dai colori vivaci e le zeppe. Solo per questo meritano tutto il nostro rispetto.

martedì 24 gennaio 2012

PARLANDO DI GRANDI BAND E VIDEOCLIP ORRENDI...

Gli Honeymoon Suite sono una band canadese di AOR deluxe, che in circa trent'anni di carriera ha inciso sette studio album. Raised On Melodies vi invita caldamente a scoprire i primi tre lavori: "Honeymoon Suite" (1984), "The Big Prize (1986)" e "Racing After Midnight" (1988). Tutta la classe presente in questi lavori è stata offuscata dalla miopia del pubblico mainstream, troppo impegnato a seguire esclusivamente gruppi comunque validi come The Smiths e R.E.M., ma soprattutto dalla triste mania di girare video promozionali orribili. Vi presentiamo "Feel It Again", singolo tratto dal secondo album "The Big Prize".


lunedì 9 gennaio 2012

BON JOVI - New Jersey (1988)


Una medicina non così cattiva

I Bon Jovi con "New Jersey" sono riusciti nell'ardua impresa di far seguire ad un disco quasi perfetto, come il multimilionario  “Slippery When Wet”, un capolavoro altrettanto venduto. Perchè di capolavoro si tratta, senza ombra di dubbio, giacchè pochissime volte è capitato di ascoltare un album che scorra privo di intoppi dall'inizio alla fine, senza filler o brani deboli. Progettato per essere un doppio album (titolo previsto: l'ambiguo “Sons of Beaches”) ma ridotto a singolo lp per volere della casa discografica, timorosa che il costo elevato influisse sulle vendite, “New Jersey” vede il gruppo staccarsi da certe ingenuità pop rock ancora presenti nel precedente lavoro, in favore di un hard cromato e viscerale, influenzato non poco da Springsteen. Sono presenti anche numerosi accenni blues, sicuramente provenienti dalla penna di Sambora, che avrà poi modo di esprimersi pienamente in tal direzione nel suo (straordinario, neanche a dirlo) album solista del '91. Una lunga intro strumentale, sicuramente studiata per fare un grande effetto dal vivo, fa da apertura a “Lay Your Hands On Me” e ci troviamo subito di fronte ad un pezzo da novanta, dove a farla da padrone sono le tastiere dal retrogusto seventies, intrecciate a saltuari interventi vocali in chiave soul ed un hook straordinario. Lo zampino del song doctor Desmond Child graffia prepotentemente nella successiva “Bad Medicine”.  Scelto come singolo trainante, il pezzo rasenta la perfezione formale, grazie ad una base ritmica quadrata e possente amalgamata ad una componente melodica di stupefacente presa e a linee vocali squisitamente catchy. “Born To Be My Baby” si snoda su un andamento scanzonato e divertente, ma al tempo stesso ci regala una delle migliori performance vocali di Jon, coronata da un assolo intenso ed espressivo di Sambora. La tensione si stempera con “Living in Sin”, semi ballad introspettiva e notturna finita sul banco degli imputati per il suo video giudicato fin troppo osè e quindi censurato, in modo da non offendere i più pudici tra gli spettatori di MTV. Molte band del genere avrebbero potuto costruire la propria carriera su un brano come “Blood On Blood”, che evidenzia le doti tecnico compositive di un gruppo troppo spesso accusato a sproposito di scrivere soltanto hit destinate alla massa. Innegabilmente influenzato da Springsteen, il trio Jovi/Sambora/Child in questa occasione riesce a comporre un andamento ritmato, ma scevro da melodie troppo costruite e 'facili', per immergersi nell'anima dell'America più sincera e viscerale. Un intro blueseggiante fa da preludio a “Homebound Train”, pezzo tirato, asciutto e ruvido (che deve molto agli Aerosmith del periodo d'oro), graziato da un bel solo di armonica e da una fuga di hammond. Da rimarcare come in questo caso, Jon esplori spettri vocali sino ad ora inediti, adoperando timbriche ben più aggressive rispetto ai suoi soliti standard. La splendida “Wild Is The Wind” è la tipica gemma nascosta del disco: un brano dotato di un certo vigore, ma immerso in un mood notturno, accompagnato da una melodia trascinante e mai banale. Il tipico scricchiolio di un disco in vinile ci presenta “Ride Cowboy Ride”, breve affresco in lo-fi che sa di torridi pomeriggi passati  a bere whiskey sotto un assolato portico di una provincia nel sud degli States. “Stick To Your Guns” è una malinconica semi ballad impreziosita da un ispirato lavoro alla chitarra acustica e da un soffuso tappeto di tastiere, perfettamente in linea con le produzioni cromate dell'epoca. “I'll Be There For You” rappresenta l'ulteriore prova di come i Nostri siano in grado di scrivere una ballata toccante, dotata di un impressionante gusto nelle melodie ed ulteriormente impreziosita da ispirate backing vocals a cura di Richie Sambora. Torniamo a percorrere sentieri decisamente più rock con “99 In The Shade”, galvanizzante piece di hard cromato, che strizza l'occhio ad un certo party rock tanto in voga negli anni'80. Curiosa la chiusura affidata “Love For Sale”, sorta di divertissment contry blues in chiave acustica. Seguirà il mastodontico e trionfale "New Jersey Syndicate Tour" che consegnerà indenne la band al decennio successivo, nonostante un certo ammorbidimento del sound. Questa svolta – criticata dalla frangia più estremista di critici e fans della prima ora - ha sicuramente tolto un bel pò di mordente alle composizioni, ma d'altro canto ha permesso al gruppo di rimanere a galla, schivando l'iceberg chiamato grunge.

Tracklist:

Lay Your Hands On Me
Bad Medicine
Born To Be My Baby
Living In Sin
Blood On Blood
Homebound Train
Wild Is The Wind
Ride Cowboy Ride
Stick To Your Guns
I'll Be There For You
99 In The Shade
Love For Sale

lunedì 2 gennaio 2012

JETHRO TULL - Under Wraps (1984)


Sotto la plastica, niente.

Gli anni '80 hanno segnato per I Tull una sorta di nuovo inizio sotto molti punti di vista e anche il fatto che il primo album della decade si sia intitolato proprio “A”, pare, a posteriori voler comprovare ciò. Le sonorità bucoliche e folkloristiche plasmate dalla mente di Anderson, sono state progressivamente sostituite da ritmi elettronici moderni – per l'epoca – e da trame sonore che abbracciano il pop. Tutto ciò ha avuto questo duplice effetto: da un lato di generare orrore nei fans della prima ora, sbigottiti dalle nuove sonorità, dall'altro di lasciare del tutto indifferente il pubblico restante. E' infatti un dato acquisito, che la trilogia composta da “A”, “Broadsword And The Beast” e “Under Wraps”, costituisca dal punto di vista commerciale, il punto più basso toccato dalla band inglese. Sempre che di band si possa parlare, dato che I Tull oramai sono ridotti al leader Ian Anderson ed al fido chitarrista Martin Barre, accompagnati da una serie di turnisti ai loro servigi. E artisticamente parlando? Eh... qui la questione diviene decisamente più complessa, in quanto, è impossibile paragonare le vecchie composizioni a quelle attuali, troppo differenti sotto ogni punto di vista. La drum machine spadroneggia già dall'iniziale “Lap Of Luxury”, brano di facile presa, impostato su un groove lineare, baciato da un ritornello orecchiabile. La chitarra in quest'occasione è ridotta ai minimi termini, lasciando in evidenza le tastiere di Peter John Vettese. Scelto comprensibilmente come primo singolo e accompagnato da un discutibile videoclip, risulta ad oggi uno dei brani migliori del lotto. “Under Wraps #1” si snoda su ritmi ancora più incalzanti, purtroppo fiaccati da uno smodato uso dell'elettronica, che riesce ad affossare le pur buone potenzialità del pezzo. L'inizio sincopato di “European Legacy”, nella quale ritroviamo il flauto magico in primo piano, fa ben sperare, ma il brano scivola velocemente in un maldestro ed impacciato susseguirsi di linee vocali mediocri e dinamiche qualitativamente ben al di sotto della sufficienza. “Later That Same Evening” è introdotta da un imbarazzante tappeto di tastiere, volto a conferire un mood notturno, che per quanto ci riguarda, riesce solo a farci venire un gran sonno. Soffochiamo gli sbadigli e proseguiamo con “Saboteur”, dove finalmente risentiamo un riff di chitarra come si deve, che va di pari passo con un discreto fraseggio di flauto.  Anche in questa occasione, la confusione regna tuttavia sovrana, giacchè a questi elementi si accompagnano input sintetici, spezzati all'improvviso da un guitar solo che pare essere finito lì per caso,  a causa di un errato missaggio. Le speranze di un improvviso rinsavimento di Anderson, si scontrano con la successiva “Radio Free Moscow”, quattro minuti di scialbo pop rock che scivola nel nulla assoluto, nonostante le tematiche socio-politiche del pezzo. “Astronomy” inizia come un (brutto) pezzo dei Kraftwerk, e continua persino peggio, in quanto non ci risulta pervenuto alcuno sviluppo melodico che abbia un minimo di senso, sopratutto per quanto concerne gli irritanti impasti vocali. “Tundra”, glaciale sin dal titolo, progredisce in un monotono pattern, puntellato da inserti tastieristici tronfi e pacchiani. Superato a malapena l'istinto di estrarre brutalmente il cd dal lettore e utilizzarlo come frisbee per il cane (ma non è detto che prima o poi non accada!), ci imbattiamo nell' intro vagamente reggae (!) di “Nobody's Car”. Anche qui brancoliamo nel buio, faticando ad individuare una trama ispirata o quanto meno accattivante. Con “Heat” ritorniamo a respirare un'aria molto vagamente rock'n'roll, soprattutto per quanto riguarda le parti vocali di Anderson, mentre il tessuto sonoro e' l'ennesimo pastiche di elettronica e pop dozzinale, fatto di continui stop'n'go e break senza capo nè coda.  Da salvare unicamente l'intervento (purtroppo solo accennato) di Barre alle sei corde.  “Under Wraps #2” non è altro che una mesta 'reprise' del primo episodio, qui proposto in chiave acustica. Ovvero l'inutilità sommata all'inutilità.  Il famoso detto non c'è limite al peggio si addice bene a “Paparazzi”, sconfortante esempio di come non vada composto un brano pop o rock che sia. Giungiamo (alleluja!) alla fine di questa impresa con “Apogee”, malinconico episodio dalle vaghe tinte reggae, dove prosegue l'irritante percorso ad ostacoli, fatto di partenze ed improvvise interruzioni, che rendono l'ascolto molto simile ad una crociera in acque agitate. Dopo un sofferto tour di supporto all'album, ed uno stop forzato dovuto a problemi alle corde vocali di Anderson, bisognerà aspettare ben tre anni prima di vedere sugli scaffali dei negozi un nuovo lavoro della band, intitolato  “Crest Of A Knave”. Sebbene il disco veda un riavvicinamento di Anderson a sonorità più rock, i tempi d'oro oramai sono solo un tenue ricordo del passato.

Tracklist:

Lap Of Luxury
Under Wraps #1
European Legacy
Later, That Same Evening
Saboteur
Radio Free Moscow
Astronomy
Tundra
Nobody's Car
Heat
Under Wraps #2
Paparazzi
Apogee