martedì 22 aprile 2014

IL PRIMO "BACIO" NON SI SCORDA MAI! (1974-1979)


Quando all'inizio del 1974 fa la sua comparsa nei negozi l'omonimo debutto dei KISS sono in pochi a scaldarsi: nonostante un'immagine accattivante (per quanto lontanissima dagli standard dell'epoca) ed un lotto di brani notevoli, il progetto stenta a decollare. Chi però ha l'occasione di vedere il quartetto in azione su di un palco si rende conto che il gruppo ha un potenziale enorme. Ciò getta le basi per la nascita di un fedelissimo stuolo di fans (poi noto come KISS Army) che sopravvive tuttora e supporta la band ...o ciò che -tristemente- ne rimane oggi. Anche il secondo lavoro, "Hotter Than Hell", uscito sempre nel '74, non fa gridare al miracolo dal punto di vista delle vendite e quando pure il terzo "Dressed To Kill" dell'anno successivo raccoglie consensi solo discreti sono in molti a pensare che la corsa verso il successo dei quattro newyorkesi sia destinata ad una brusca fermata. In tale ottica, la pubblicazione del doppio "Alive" viene dai più considerata un azzardo: come può un gruppo che non riesce a fare successo con dischi da studio pensare di alzare le proprie quotazioni con un lavoro registrato dal vivo e per lo più doppio, quindi maggiormente costoso? Invece, proprio per le motivazioni cui si faceva riferimento poco sopra, i fan che accorrono in massa alle esibizioni della band non si fanno scappare l'occasione di acquistare il disco, sorta di "souvenir" delle infuocate esibizioni del "Bacio". L'album conquista rapidamente le classifiche, fa guadagnare ai Kiss i primi dischi d'oro e di platino e con gli anni diviene un vero e proprio monumento all'hard rock statunitense dei 70s. La versione dal vivo di "Rock'n'Roll All Nite" (in origine su "Dressed To Kill") diviene il primo singolo della band ad essere regolarmente passato in radio e rimane tuttora parte immancabile nelle setlist live. Se ottenere il successo si è rivelata cosa difficoltosa, mantenerlo non lo è di meno e "Destroyer" del 1976 cerca di farlo nel modo più improbabile: stravolgendo lo stile del gruppo ed arricchendolo di parti orchestrali. In principio la reazione è tiepida, ma quando qualche disc-jokey inizia a trasmettere in radio la ballata "Beth" (b-side del singolo "Detroit Rock City") le vendite si impennano e con esse la popolarità dei quattro. Da qui in avanti la strada si farà in discesa e sarà lastricata (letteralmente) d'oro. "Rock'N'Roll Over" vede i quattro fare un'inversione di marcia dal punto di vista stilistico,tornando in linea con la prima produzione e li conferma come vere star del panorama musicale dell'epoca al punto che il successivo "Love Gun" del 1977 è disco di platino con le sole prenotazioni. Un secondo lavoro dal vivo (anche se i ritocchi in studio sono numerosi), intitolato "Alive II" corona questa fase della carriera dei KISS con l'ennesima pioggia di dischi d'oro e fa da preludio alla successiva mossa: la pubblicazione in contemporanea dei quattro dischi solisti dei membri della band, operazione mai tentata in precedenza, è il chiaro segnale di come il gruppo inizi a perdere il contatto con la realtà, convinto di poter vendere qualsiasi cosa porti il proprio marchio in copertina, a discapito di una qualità del prodotto finale che inizia a mostrare segni di logoramento. Internamente la situazione si fa critica con una netta spaccatura in due che vede contrapposta la "sobria" coppia Simmons / Stanley a quella Criss / Frehley, entrambi prede di stravizi alcolici e chimici che li rendono vere mine vaganti. Quando la band entra in studio per dare un seguito a "Love Gun" la bilancia pesa prepotentemente dalla parte dei primi due, al punto che Criss viene quasi del tutto escluso dalla lavorazione e sostituito da un session man. Il risultato, "Dynasty" del 1979, consegna alle classifiche il tormentone "I Was Made For Lovin' You" ma dal vivo la magia è sparita, schiacciata da stage set hollywoodiani, costumi che sfiorano il ridicolo e performances del tutto asettiche e prive di quel "fuoco sacro" che solo pochi anni prima li aveva resi "the hottest band in the world". L'estromissione definitiva di Criss, tenuta nascosta per mesi per "questioni di immagine" sembrerebbe il primo chiodo sulla bara di un sogno che, partito dalle cantine di New York, è finito schiacciato dal peso di un inaspettato e mastodontico successo. Appunto, sembrerebbe: Gene Simmons e Paul Stanley hanno ben altre idee per la testa, nessuna delle quali contempla la frase "fine della corsa".

2 commenti:

  1. Bellissimo. Erano (sono) dei gran bei dischi...Io ho ancora adesso una predilezione particolare per Destroyer e Dynasty. Da quel momento in poi hanno fatto solo il minimo indispensabile, con o senza maschera, con alti e bassi, ma nessun nuovo capolavoro.

    RispondiElimina
  2. Grazie! "Destroyer" e "Dynasty"? Come il diavolo e l'acqua santa :D Francamente adoro il periodo unmasked degli anni ottanta, look a parte, hanno tirato fuori alcune perle ad oggi ancora brillanti.

    RispondiElimina