Quando la band di Sheffield entrò in studio per dare un seguito ad “High 'n' Dry”, sicuramente non aveva idea della svolta che la sua carriera avrebbe subito nei mesi a seguire. I primi due dischi erano stati discreti successi negli States, nulla di più, e niente faceva pensare che il terzo avrebbe potuto cambiare le cose. Eppure, grazie al meticoloso (e, a volte, frustrante) lavoro del produttore John “Mutt” Lange, e dopo essere stati costretti a sostituire il chitarrista Pete Willis con Phil Collen (proveniente dai Girl), i Leppard fecero finalmente centro. Disco di diamante negli U.S.A. per vendite pari a 10 milioni di copie, l'album rimane uno dei capisaldi dell'hard rock degli Eighties ed è un trionfo anche dal punto di vista qualitativo, non soffrendo di alcun momento di stanchezza, né di brani che siano meri riempitivi. “Stagefright”, “Photograph”, “Rock Of Ages”, “Foolin'” sono solo alcune delle perle di quello che è niente di meno che un capolavoro. L'immediato futuro, segnato dal grave incidente occorso al batterista Rick Allen, avrebbe messo alla prova la tempra del gruppo, ma lo avrebbe anche ripagato ulteriormente, permettendogli di bissare un campione di incassi con un nuovo (e persino più grande) successo. Tempi “isterici” erano all'orizzonte...
mercoledì 30 gennaio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
TUTTO DA RIFARE, PARTE III
Di "Under Wraps" vi abbiamo già (s)parlato a lungo tempo fa su Raised On Melodies, ma visto che di orrori si sta parlando, ci sembrava giusto inserire qui anche l'incarnazione "Kraftwerk with Flute" che i Jethro Tull ebbero nei primi anni '80. Dopo le sperimentazioni di "A" (che perdoniamo per il fatto che avrebbe dovuto essere una prova solista di Ian Anderson, poi accreditata per motivi commerciali al gruppo) ed il lieve passo indietro (almeno a livello tematico) di "Broadsword And The Beast", i Tull ne escono con un album che, se sventrato e rimpastato, non sarebbe neppure da buttare giacché qualche spunto interessante ci sarebbe pure, seppellito purtroppo sotto una valanga di tastiere, campionamenti e -orrore!- persino una drum machine. "Sotto le coperte" recita il titolo, ma direi che una bella colata di cemento sarebbe meglio.
venerdì 25 gennaio 2013
LUCI AL TRAMONTO, PARTE I
La morte di Keith Moon nel 1978 certamente
accelerò il processo di dissoluzione dei The Who, già minati da una serie
di dissidi interni, pesantemente influenzati dalle dipendenze alcoliche
e chimiche di Pete Townshend. La
decisione di proseguire comunque ingaggiando il batterista Kenney Jones
(Small Faces) a posteriori non ha ricevuto numerosi plausi dalla
critica, ma la colpa non va data solo al nuovo arrivato giacché molte
responsabilità pesano sulle spalle di Townshend che, demotivato e
fiaccato tanto fisicamente quanto psicologicamente, sembrava aver perso
la capacità di scrivere brani all'altezza degli standard qualitativi cui
ci aveva abituato negli anni precedenti. "Face Dances" per tali ragioni
mostra palesi sintomi di una stanchezza ed aridità compositiva che,
dopo il successivo "It's Hard" porranno fine alla parabola del gruppo,
salvo tutta una serie di revival concertistici (e sporadicamente anche
discografici, come nel caso di "Endless Wire" del 2006) che ci
restituiranno una band oramai entrata di diritto nell'Olimpo delle
Leggende. Quelle di Serie A, che si possono contare sulle dita delle
mani.
mercoledì 23 gennaio 2013
METALITALIA FESTIVAL 2013 - HEADLINER: URIAH HEEP!
Abbiamo finalmente il piacere di annunciare che saranno gli URIAH HEEP uno degli headliner del METALITALIA.COM FESTIVAL 2013. Considerati un vero e proprio pezzo di storia della musica mondiale, eseguiranno un set esclusivo che ripercorrerà tutta la carriera della band. Per l’occasione saranno affiancati da importanti ospiti stranieri e italiani selezionati da vari sottogeneri della musica metal che verranno svelati a breve e che renderanno completa ed indimenticabile l’esperienza del Metalitalia.com Festival! Le prime altre band confermate sono: ARTILLERY, la garanzia di uno show energico a suon di thrash metal danese. SCHIZO, la leggendaria band tutta italiana, attualmente al lavoro con Tommy Vetterli (Coroner) sul nuovo album. GAMA BOMB, apprezzata e riconosciuta band irlandese del panorama thrash mondiale per un unico show italiano ed infine i death thrasher brasiliani TORTURE SQUAD e la rivelazione epic metal italiana ICY STEEL.
Nell’area estiva, appositamente attrezzata anche in caso di maltempo, oltre all’immancabile METAL MARKET con CD e merchandising saranno presenti anche stand di artisti, tatuatori, performer, punto ristoro, area lounge e altro.
Il LIVE MUSIC CLUB è provvisto di un ampi parcheggi gratuiti e un ristorante al piano superiore dal quale è possibile assistere direttamente al concerto.
A Breve maggiori informazioni.
Sabato 11 Maggio 2013
METALITALIA.COM FESTIVAL 2013
URIAH HEEP, ARTILLERY, SCHIZO, GAMA BOMB, TORTURE SQUAD, ICY STEEL …and many more!
LIVE MUSIC CLUB
Via Mazzini 58, Trezzo Sull’Adda Milano (MI)
Il costo del biglietto è di €30 più diritti di prevendita. Prezzo in cassa €35
Le prevendite saranno disponibili a partire da Venerdì 25 gennaio attraverso i seguenti circuiti e rivendite autorizzate:
TICKET ONE
M@ILTICKET
LIVE CLUB
Info:
METALITALIA.COM
www.metalitalia-festival.com
www.facebook.com/Metalitalia.comFestival
Evento Facebook: http://www.facebook.com/events/319017201543267/
www.metalitalia.com
LIVE MUSIC CLUB
www.liveclub.it
EAGLE BOOKING LIVE PROMOTION:
www.eaglebooking.com
Official Sponsor:
EMP Mailorder Italia
www.emp-online.it
Official Event Partner:
BARLEY ARTS PROMOTION
www.barleyarts.com
lunedì 21 gennaio 2013
TUTTO DA RIFARE, PARTE II
Sebbene chi scrive non apprezzi per nulla la produzione anni '80 targata Queen, è sempre riuscito a trovare qua e là qualche spunto interessante anche in dischi non propriamente epocali come "The Works" e "The Miracle". Lo stesso non può dirsi tuttavia per "Hot Space", pubblicato nel 1982 e considerato non solo il peggior parto dei Queen, ma anche una delle più grandi follie mai registrate da una band di alto livello. Inguardabile la copertina e inascoltabile il contenuto: scialbe composizioni che fanno il verso ad "Another One Bites The Dust" (e personalmente trovo poco stimolante già l'originale) nel tentativo di rendere la musica del gruppo adatta ad essere suonata nei club dove il gruppo amava andare per svagarsi (e, nel caso di Mercury, per qualcosa di più...). Nemmeno la collaborazione con David Bowie per "Under Pressure" riesce a salvare la situazione e viene anzi da chiedersi se sia stato l'incontro con i Queen a istigare il "Duca Bianco" alla realizzazione dei suoi successivi lavori in studio. Un'epidemia di "mediocrità compositiva".
sabato 19 gennaio 2013
ROD STEWART, DALLE STELLE ALLE STALLE.
Alla fine dei '60 Rod The Mod si fa notare per la sua performance immensa su "Truth" di Jeff Beck (ossia i Led Zeppelin prima dei Led Zeppelin), avviando subito dopo una fruttuosa carriera di successo con i Faces. Nel frattempo trova anche il tempo e l'ispirazione di incidere una serie di strepitosi dischi da solista, prima di farsi obnubilare il cervello da una montagna di dollari e da una quantità non indifferente di supposte di cocaina. Difatti il suddetto video (tratto dal vendutissimo "Blondes Have More Fun" del 1978) rappresenta l'inizio della decadenza artistica di Mr.Stewart. Mettetevi pure comodi e godetevi questo pastiche nel quale il Nostro si diverte a fare il piacione di periferia tra acconciature improponibili, vestiti agghiaccianti, sguardi da pesce lesso conditi da un'atmosfera pseudo erotica da balera di quarta categoria. Negli anni'80 Rod sembra dare il peggio di sè (artisticamente parlando), ma nell'ultima decade l'illustre crooner è riuscito pure a far peggio. Ahinoi, negli ultimi album abbiamo a che fare con una serie di reinterpretazioni di alcuni pedanti classici della canzone americana e il recente "Merry Christmas, Baby" è la cosiddetta ciliegina sulla torta di una carriera iniziata alla grande, giunta ora al tramonto tra le luci abbaglianti dei Casino di Las Vegas. Brividi.
venerdì 18 gennaio 2013
DID I SAY THAT? PARTE I
I Def Leppard satanici? Ma fateci il piacere! In coda al pezzo (circa a 5:34) si sentono alcune parole interpretabili come "Jesus Of Nazareth, Go To Hell!" Stando alla band in realtà si tratterebbe del produttore John Mutt Lange che direbbe "Bloody Hell" (imprecazione traducibile come "Cristo Santo!")
Iscriviti a:
Post (Atom)
