Le copertine dei dischi "classici" degli Iron Maiden sono tra le più belle di tutto il panorama metal del periodo e vedono come protagonista Eddie, da sempre mascotte della band e divenuto talmente iconico da essere persino più riconoscibile dei membri stessi del gruppo. La cover del bellissimo "Somewhere In Time", pubblicato nel 1986, vede un Eddie-cyborg spostarsi in un ipotetico futuro che deve molto alle atmosfere del film "Blade Runner", ma è interessante più che altro per la miriade di messaggi (più o meno) nascosti che cela al suo interno. Eccone giusto alcuni che potrebbero esservi sfuggiti:
Sul fronte:
-Il nome della strada in cui si trova Eddie è Acacia, in riferimento al brano "22 Acacia Avenue" presente su "The Number Of The Beast".
-A destra, sopra la mano che spunta dal basso, c'è un poster che riproduce il "vecchio" Eddie.
Sul retro:
-L'orologio segna le 23:58 in riferimento alla canzone "2 Minutes To Midnight".
-Un'insegna pubblicizza il Bar Aces High come l'omonima canzone tratta da "Powerslave".
-Le piramidi sono un altro riferimento all'album "Powerslave", la cui copertina si ispirava all'antico Egitto.
-Bruce Dickinson tiene in mano un cervello, come citazione della cover del disco "Piece Of Mind".
-Un'altra insegna riporta "Long Beach arena", nome della location dove venne registrato il doppio "Live After Death".
-Nell'angolo in alto a destra (purtroppo coperto dal codice a barre in alcune versioni del disco) appare la figura di Icaro che precipita. E' un ovvio rimando alla canzone "Flight of Icarus", presente su "Piece of mind".
-La scritta "Herbert ails" (traducibile come "Herbert indispone") è un riferimento al fatto che lo scrittore Frank Herbert, autore di "Dune", impedì al gruppo di intitolare come la sua opera un proprio brano (nello specifico "To Tame A Land", da "Piece Of Mind")
Bene, ora prendete la vostra copia del disco (meglio se su LP), una lente d'ingrandimento e trovate tutti i restanti messaggi. Buona ricerca!
