La distanza qualitativa tra la produzione di Collins solista ed i lavori del gruppo è oramai pressochè nulla. I pezzi contenuti nel pur valido "We Can't Dance" sono nella maggior parte dei casi un pop estremamente levigato ed orecchiabile. Pertanto quando il cantante/batterista decide di averne abbastanza la fine della band inglese è segnata. A nulla servirà il tentativo di risorgere dalle proprie ceneri con un nuovo frontman e la band ritroverà il calore del pubblico solo nel 2007 con l'inevitabile, ma breve, reunion celebrativa del terzetto Rutherford/Banks/Collins, per una serie di concerti pieni di effetti speciali e tanto mestiere, ma poco altro.
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venerdì 2 gennaio 2015
mercoledì 31 dicembre 2014
EVOLUZIONE O INVOLUZIONE? IL CASO GENESIS, PARTE VIII
La band inglese raggiunge l'Olimpo commerciale con "Invisible Touch", opera pubblicata nell'anno di grazia 1986. Il disco in oggetto ottiene un riscontro commerciale planetario, proiettando il trio inglese ai vertici del music business mondiale. Avvolto dalla produzione sgargiante di Hugh Padgham, il lavoro si snoda attraverso otto brani multiformi e sfaccettati. La title track e "Land Of Confusion" sono create appositamente per far breccia nel cuore del grande pubblico, mentre "Tonight, Tonight, Tonight" e "Domino" (firmate rispettivamente da Phil Collins e Tony Banks) aggiornano e sintetizzando il verbo del progressive rock, causando attacchi di panico ai vecchi fans. Sei dischi di platino negli Stati Uniti, quattro nel Regno Unito ed una manciata di date trionfali a Wembley testimoniano l'apice di un'Era unica e dannatamente affascinante.
sabato 29 novembre 2014
EVOLUZIONE O INVOLUZIONE? IL CASO GENESIS, PARTE V
Agli occhi della storica 'fan base', i Genesis sono diventati una famelica 'money machine' gestita dallo scaltro Phil Collins (che nel frattempo ha intrapreso una parallela carriera solista di enorme successo), diventato poi un'istituzione nel mainstream degli anni Ottanta. Il capitolo successivo della band inglese viene intitolato "Duke", un lavoro intinto fino al midollo nell'eleganza del pop, dal quale emergono sottili echi di un passato sepolto da una nuova generazione di synth.
lunedì 10 novembre 2014
QUALCOSA E' ANDATO STORTO, PARTE X
Se la separazione da Peter Gabriel per i Genesis si era rivelata infine indolore, ed anzi, i Nostri scoperto nel batterista Phil Collins un vocalist di prim'ordine, erano andati incontro ad un successo addirittura superiore a quello sino ad allora ottenuto. Non si può dire la stessa cosa all'indomani dell'addio da parte di Collins. Negli ultimi anni il binomio Collins-Genesis era divenuto, anche grazie all'enorme riscontro ottenuto da questi come solista, pressoché inscindibile, al punto che, pure qualitativamente, le produzioni di Collins e quelle del gruppo stavano praticamente sullo stesso piano. Sebbene dotato di una buona voce e del "phisique du ròle" adatto, Ray Wilson non si rivelò la scelta adatta per il gruppo, che andò così incontro al primo vero flop della carriera: presi di per sé i tre milioni di copie venduti da "Calling All Stations" non sono un risultato disprezzabile, ma il confronto coi numeri cui i Genesis ci avevano abituato negli anni precedenti (quindici milioni per "Invisible Touch" e dieci e passa per "We Can't Dance") è impietoso. Il conseguente tour promozionale si rivelò un fiasco e divenne palese il fallimento su tutta la linea. Colpita nell'orgoglio e nelle finanze, la band rimase da lì in avanti in stand-by sino alla reunion (auto)celebrativa con Collins nel 2007, che pare chiudere defnitivamente la carriera di una delle 'pop' band più influenti del pianeta.
mercoledì 12 febbraio 2014
COPPIE SCOPPIATE, TRADIMENTI E CUORI INFRANTI: SAN VALENTINO? MA ANCHE NO! PARTE I
Scritto da Phil Collins dopo il divorzio dalla prima moglie, "In The Air Tonight" divenne il brano di punta del suo debutto solista, gettando il seme di una carriera di straordinario successo, in grado addirittura di eclissare i risultati ottenuti coi Genesis. Se l'astiosissimo testo sia o no dedicato alla ex consorte non è stato mai confermato dal cantante, ma resta il fatto che una strofa come "se mi dicessi che stai affogando non allungherei una mano" la dice lunga sui rapporti tra Collins e la persona cui il pezzo è indirizzato.
lunedì 3 febbraio 2014
RIFLESSIONI CASUALI...
I problemi esistenziali che emergono sistemando la propria collezione di CD sono enoooooormi: Phil Collins va messo come pertinenza ai Genesis? Se la risposta è affermativa, allora anche Ozzy va incasellato dopo i Black Sabbath. A questo punto vogliamo parlare anche di Ronnie James Dio? Da solo? Dopo i Rainbow? Dopo i Sabbath? (i quali andrebbero associati ai Deep Purple)... Ma se invece lasciassi tutto "a cazzo" e mi svaccassi sul divano non farei prima?
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