sabato 27 ottobre 2012

IL MEGLIO DEL 2012, PARTE III

Iniziamo a snocciolare la top ten del 2012... I Rush hanno rimesso di nuovo tutti dietro la lavagna, scrivendo un disco incredibile, per songwriting, arrangiamenti e produzione. Tutto questo senza risultare scabrosamente vetusti e retrò. Voto 9,5
 

giovedì 25 ottobre 2012

L'ANGOLO DEL COLLEZIONISTA

I maniaci del collezionismo musicale sono ben a conoscenza di questa gemma: il singolo "God Save The Queen" su etichetta A&M è infatti uno dei dischi più rari e ricercati (e, di conseguenza, contraffatti) del pianeta, in quanto il contratto tra i Sex Pistols e l'etichetta durò una sola settimana e le copie stampate non vennero mai distribuite. I pochissimi esemplari rimasti si trovano oramai nelle collezioni private più prestigiose e passano di mano per cifre che raggiungono i 14.000 euro.


domenica 21 ottobre 2012

CHIARI...FIN DA SUBITO, PARTE I

Privati dell'apporto di Peter Criss e con un Ace Frehley oramai del tutto inaffidabile, i KISS tentarono la carta del concept-album dalle tematiche mistiche ed epiche, lasciando i fans totalmente disorientati. Per chi si aveva conosciuto la band con la svolta pop di "Dynasty" fu certamente uno shock, ma chi rimase di sasso in ultima analisi fu il gruppo stesso quando vide i tabulati delle vendite, pressoché inesistenti rispetto agli standard di pochi anni prima. Inevitabile la correzione della rotta ed un rapido dietro-front verso lidi più appetibili (almeno in teoria) per i fans della prima ora.


CHIARI...FIN DA SUBITO, PARTE II

Curioso decennio i '90, nati musicalmente con un anno di ritardo. E'stato infatti il 1991 a fare da spartiacque tra quanto era prima e ciò che sarebbe venuto. In quell'anno il fatidico "Nevermind" dei Nirvana fece piazza pulita del glamour del decennio precedente e gli U2 reinventarono tanto il rock da stadio, quanto sé stessi con "Achtung Baby", lasciandosi alle spalle l'immagine da ragazzini "rivoluzionari" e tramutandosi in rock star consumate, consci del proprio potere mediatico. Bastano le prime, dissonanti e sconnesse note iniziali del disco a far capire che il passato era oramai alle spalle. Giunti al proprio zenith creativo, da qui in avanti, nel bene e nel male, sarà null'altro che autocelebrazione del proprio mito.


lunedì 10 settembre 2012

OPS... NON LO AVEVO MICA CAPITO!


L'ascoltatore occasionale può ritenerlo solo un bel pezzo orecchiabile sulla vita californiana dei mid 70s, ma in realtà il significato del brano è decisamente più...sinistro. Tralasciando le teorie che vi ritrovano accenni alla Chiesa di Satana di Anton La Vey, basta dare una rapida scorsa alle lyrics e incrociarle con il vissuto della band all'epoca per capire che l'Hotel California non è altro che la dipendenza dalle droghe, una condizione in cui "puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai" ...

OPS... NON LO AVEVO MICA CAPITO!



Pare che Jon Bon Jovi lo ritenesse un gran pezzo d'atmosfera...finchè non gli fu fatto leggere bene il testo! Apparentemente l'ennesima canzone d'amore, come farebbe intuire il titolo, il brano in realtà parla sì di un innamorato, che però uccide la sua ragazza in modo da farla per sempre sua. Ecco quella che non è proprio il massimo come dedica radiofonica a S. Valentino. Uomo avvisato...

domenica 9 settembre 2012

OPS, DEVO RIFARMI UN PO' IL TRUCCO...



Che "Destroyer" sia "IL" disco dei KISS è un fatto assodato, nonostante un iniziale scetticismo da parte dei fans che aveva fatto temere una rapida (e  prematura) conclusione della favola dei quattro musicisti mascherati. Il merito va senz'altro alla cristallina produzione ad opera di Bob Ezrin (all'epoca reduce da successi milionari con Alice Cooper) e ad un lotto di canzoni che,  con poche eccezioni, sono divenute punti fermi nei live show del gruppo. L'album era già stato sottoposto a rimasterizzazione nel 1997, quando, all'indomani della reunion in formazione originale, si era proceduto alla ristampa del catalogo classico. Già allora le aspettative dei fans erano state parecchio deluse: l'assenza di bonus track ed un libretto davvero scarso avevano fatto storcere il naso a molti. Grandi erano le attese e le speranze dei tanti 'kissomani' nei confronti della assai reclamizzata ripubblicazione del disco ma, ahinoi, i risultati sono ben distanti da quanto ci si aspettava. Sia chiaro, il lavoro di rimasterizzazione è veramente ben fatto e non snatura il sound classico, limitandosi per così dire a spolverarlo un pò, rendendolo più corposo e dando spazio a tante finezze sonore che precedentemente risultavano un pò affossate nel mix. Veniamo però ai punti dolenti. In primis la copertina: si è detto che la cover utilizzata per questo progetto fosse stata rifiutata dalla Casablanca Records perchè "troppo violenta"...Ah certo, quattro fuocherelli sullo sfondo e due edifici crollati sono davvero troppo "osè" per un disco che inizia con un incidente automobilistico e che è stato registrato da una band il cui bassista sputava sangue e fuoco sul palco!
Passando  al contenuto, chi scrive ritiene che una solo bonus track sia davvero troppo poco. Considerando che la durata del disco è di circa 35 minuti, riteniamo sarebe stato di gran lunga preferibile pubblicare un doppio CD: sul primo avrebbero trovato spazio sia la versione originale del disco, sia quella rimasterizzata, mentre un secondo dischetto avrebbe potuto benissimo contenere molti più pezzi bonus. I fan più accaniti dei KISS, infatti, sono a conoscenza della tonnellata di materiale demo che circola sul web e che, con solo un lieve lavoro di pulizia avrebbe fatto una gran bella figura accanto alle tracce definitive, a testimonianza di come i brani abbiano subito una vera e propria rivoluzione in fase di songwriting. Non ce la sentiamo di bocciare in toto il progetto ma, come si dice nel caso di studenti poco volenterosi "hanno le capacità, ma non si applicano". L'ennesima occasione mancata...